Semplificare la gestione dei fondi europei per aiutare le regioni a far fronte alla crisi

La Commissione europea ha presentato un progetto destinato a semplificare alcune regole di gestione della politica di coesione. Nel contesto della crisi attuale l’obiettivo è quello di stimolare l’economia europea migliorando le condizioni per consentire alle regioni di lanciare un numero maggiore di progetti. Nel quadro delle misure “anticrisi”, la
Ecco una presentazione delle principali misure:
nel 2009 e 2010, nel quadro delle misure anticrisi, la Commissione potrà rimborsare il 100 % su richiesta degli Stati membri dei costi pubblici dichiarati dagli Stati membri per i progetti finanziati dal FSE. In pratica gli Stati non saranno tenuti a partecipare con un cofinanziamento nazionale e ciò permetterà di accelerare la realizzazione di progetti di sostegno all’occupazione. Tale opzione non rimette in causa la ripartizione dei fondi tra gli Stati membri, né il bilancio totale dei fondi, e nemmeno l’obbligo da parte degli Stati membri di fornire un cofinanziamento in seguito.
La Commissione propone di costituire un’unica categoria di « grandi progetti ». In precedenza la Commissione approvava tutti i progetti il cui costo totale superava i 25 milioni di euro per l’ambiente e i 50 milioni per gli altri settori. La soglia per l’approvazione del progetto è fissata ora a 50 milioni di euro per tutti i settori. I progetti del settore ambientale per un importo inferiore potranno avere inizio più rapidamente.
Le norme relative ai progetti « generatori di entrate » (ad esempio le autostrade a pagamento o i progetti che implicano l’affitto o la vendita di terreni) sono anch’esse semplificate per ridurre gli oneri amministrativi degli Stati membri.
I programmi della politica di coesione potranno essere modificati più semplicemente dagli Stati membri per tener conto delle nuove realtà sul campo. Peraltro alcune disposizioni che riguardano l’obbligo di mantenere gli investimenti su una durata di cinque anni non saranno applicabili alle imprese che fanno fallimento.
Gli investimenti nei settori collegati all’efficacia energetica e all’utilizzo delle energie rinnovabili nell’edilizia saranno stimolati visto il loro importante potenziale di crescita e d’occupazione.
La Commissione propone una modifica che ha lo scopo di aumentare la flessibilità per quanto riguarda regole di disimpegno. Ad esempio il contributo finanziario per un progetto importante sarà in linea di principio protetto dal momento in cui lo Stato membro presenta il progetto alla Commissione. Attualmente i finanziamenti non sono protetti che a partire dal momento in cui la Commissione approva il progetto.
Il FESR potrà sostenere il restauro o la costruzione di alloggi a favore delle comunità che devono confrontarsi con l’esclusione sociale, in particolare i Rom, sia nelle zone rurali che nelle zone urbane. In precedenza la costruzione di alloggi non era ammissibile al FESR e solo gli alloggi in zona urbana potevano essere oggetto di restauro.
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salve
scrivo per sapere se ci sono delle leggi ai quali fare riferimento per richiedere contributi volti a restaurare monumenti.
grazie per l’attenzione.
gregorio salimbeni
fondazione restarte onlus
Salve, mi interessa sapere se ci sono fondi europei a cui possono attingere i comuni o anche l’amministrazione provinciale per costruire case popolari o anche acquisire case,ed eventualmente ristrutturare, per poi assegnare alle famiglie che ne facciano richiesta. Sarebbe un modo per ripopolare le case vuote e fatiscente che non vengono neanche affittate e si evita di togliere suolo e verde pubblico per nuovi fabbricati.
Grazie.
Saluti., Calogero.
Non ci sono purtroppo misure di finanziamento a livello comunitario per queste specifiche finalità.
buonasera
desidero sapere se ci sono fondi europei(diretti o indiretti) per cofinanziare una rete di depurazione sul garda bresciano finalizzata a proteggere il lago: spesa prevista 70m.ni €