Cooperazione territoriale: difficoltà per mancato coordinamento Stato-Regioni
I ritardi accumulati nel dare attuazione agli adempimenti previsti dai Regolamenti comunitari in merito ai sistemi di gestione e controllo penalizzano fortemente l’Italia.
Il “sistema Paese” si presenta ai Tavoli di cooperazione senza una posizione nazionale condivisa preliminarmente tra Stato e Regioni.
La mancata costituzione del Gruppo di Coordinamento Strategico, ha impedito anche la costituzione dei Comitati Nazionali. Nel frattempo, poiché la fase di attuazione dei programmi è pienamente in corso, le Regioni designate alla Presidenza dei Comitati Nazionali hanno comunque garantito l’operatività dei punti di contatto nazionale e dei Comitati e la partecipazione ai Comitati di Sorveglianza, con tutte le gravose attività e responsabilità che ciò comporta, in modo informale e in assenza di un coordinamento nazionale dell’Obiettivo Cooperazione Territoriale.
In questo quadro si inserisce la situazione derivante dalla mancata descrizione del sistema di controllo, che pone l’Italia, unico Paese in Europa, in posizione di mora.
La mancata attuazione del sistema di governance nazionale e i ritardi accumulati nel dare attuazione agli adempimenti previsti dai Regolamenti comunitari in merito ai sistemi di gestione e controllo penalizza fortemente l’Italia nei confronti degli altri Paesi in quanto:
- i partner italiani partecipano a molti dei progetti approvati, ma non possono rendicontare le spese sostenute. Nel caso in cui un soggetto italiano sia capofila, l’impossibilità della rendicontazione riguarda l’intero partenariato con rischio di decurtazione di fondi al progetto e di mancato rispetto degli impegni contrattuali assunti con i partner;
- questa inaffidabilità si manifesta anche sui tavoli transnazionali dei Comitati di Sorveglianza dei programmi, indebolendo l’autorevolezza della delegazione italiana;
- la mancata attuazione del modello di governance, che dovrebbe assumere la concertazione e la chiarezza dei ruoli quale base per la definizione della posizione italiana da portare sui tavoli transnazionali determina una situazione di indeterminatezza dei procedimenti, sia a livello nazionale, sia in ambito transnazionale, in merito a tutte le questioni dove la responsabilità nazionale è richiamata.
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