La Conferenza di Poznan per accelerare il passo dei negoziati sui cambiamenti climatici

La Commissione europea e gli Stati membri dell’UE intendono procedere a ritmo più sostenuto nei negoziati internazionali che porteranno a un nuovo trattato globale per il clima. Lo faranno portando avanti una serie di punti alla conferenza sui cambiamenti climatici dell’ONU che si sta svolgendo a Poznan, in Polonia, dall’1 al 12 dicembre 2009. La conferenza di Poznan rappresenta una tappa importante nei negoziati internazionali che sono stati avviati a Bali nel dicembre scorso e devono condurre alla conclusione del nuovo accordo alla fine del 2009 a Copenaghen.

La futura strategia, che riguarderà il periodo successivo al 2012, quando verrà a scadenza il protocollo di Kyoto sulle emissioni, dovrà contare su una partecipazione globale ed affrontare i cambiamenti climatici in modo onnicomprensivo ed ambizioso. Nella ‘visione condivisa’ alla base del nuovo protocollo i paesi industrializzati si impegnano a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra entro il 2020 e, al contempo aiutare, con un sostegno tecnologico e finanziario, i paesi emergenti ad adottare modelli di sviluppo a basso tenore di carbonio e ad adattarsi ai cambiamenti climatici che sono ormai inevitabili.
L’UE è fermamente convinta che il surriscaldamento del pianeta non debba superare i 2°C rispetto ai livelli preindustriali, sulla base di solide analisi scientifiche che indicano che oltre tale soglia il rischio di cambiamenti ambientali irreversibili, e probabilmente catastrofici, aumenterebbe in maniera esponenziale. Mantenersi al di sotto dei 2°C di aumento consentirebbe alle emissioni globali di raggiungere il loro picco entro il 2020 e di scendere in seguito, fino a dimezzarsi, entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990. Per arrestare l’aumento delle emissioni globali i paesi industrializzati dovrebbero ridurre, entro il 2020, l’insieme delle emissioni del 30% rispetto ai livelli del 1990, mentre i paesi in sviluppo, in particolare le principali economie emergenti, dovrebbero contenere, entro il 2020, l’incremento delle emissioni entro il 15-30% rispetto alle previsioni per il 2020 in mancanza di interventi.

Leggi anche:

  1. Giornata mondiale per l’ambiente
    Stavros Dimas, commissario all’ambiente, ha chiesto più slancio e maggiore ambizione nelle trattative internazionali per un nuovo accordo mondiale sul clima, mettendo in guardia sul fatto che esso rappresenta...
  2. La Commissione esprime soddisfazione per l’adozione definitiva del pacchetto di misure sull’energia e sul clima
    Con il voto del Parlamento europeo sul pacchetto di misure nel settore energetico e della lotta ai cambiamenti climatici, l’UE ha raggiunto un accordo che aiuterà l’Europa a diventare...
  3. Cambiamento climatico: 80% in meno di emissioni entro il 2050
    I paesi del G8 si impegnano a limitare a 2°C il riscaldamento del pianeta e a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra dell’80% entro il 2050. Gli...
  4. Accelerare i pagamenti delle sovvenzioni e degli appalti comunitari
    La Commissione stabilisce mete più ambiziose per accelerare i pagamenti delle sovvenzioni e degli appalti comunitari. In particolare è stata adottata un’iniziativa che introduce obiettivi nuovi e più ambiziosi...
  5. Una conferenza sul futuro del FSE
    “Shaping the future of the ESF – ESF and Europe 2020” è il titolo della conferenza che si terrà a Bruxelles nei  giorni 23 e 24 giugno prossimi. Si...